Lucio FONTANA

Lucio FONTANA
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Lucio Fontana
Rosario 1899 - Varese 1968

Lucio Fontana nasce il 19 febbraio 1899 a Rosario di Santa Fé, in Argentina, da genitori di origine italiana.

A Milano nel 1947 entra in rapporto con un gruppo di giovani artisti e, dopo incontri e discussioni, nasce in dicembre il primo Manifesto dello Spazialismo. Nel 1948, la seconda stesura del Manifesto (seguita a breve da una terza versione: Proposta per un regolamento, 1950) ribadisce l'esigenza di superare l'arte del passato, facendo "uscire il quadro dalla sua cornice e la scultura dalla sua campana di vetro". Nel 1949 Fontana realizza alla galleria del Naviglio un'opera emblematica: l'Ambiente spaziale a luce nera, in cui una serie di elementi fosforescenti e fluttuanti sono appesi al soffitto dello spazio espositivo completamente nero. Nello stesso anno, approfondisce la ricerca spaziale con l'avvio del ciclo dei "Buchi", opere pittoriche dove all'intervento cromatico vengono aggiunti "vortici" di fori eseguiti con un punteruolo. Prosegue anche la sua attività di ceramista, trovando coronamento nella mostra Twentieth-Century Italian Art, al MoMA di New York (1949), nonché nella personale del maggio 1950 organizzata alla XXV edizione della Biennale di Venezia. Negli anni '60, Fontana sviluppa la serie degli "Olii", opere su tela dove lo spesso strato di materia pittorica è attraversato da buchi o lacerazioni. Esposte alla sua prima mostra personale statunitense alla Martha Jackson Gallery di New York (1961). Nello stesso anno, ispirato dalla metropoli newyorkese, concepisce anche una nuova tipologia di lavori: i "Metalli", lamiere specchianti su cui interviene squarciando e tagliando la superficie. Sviluppa la serie delle "Fine di Dio" (1963-1964): tutte tele di forma ovale, monocrome o talvolta cosparse di lustrini, attraversate da buchi e lacerazioni, esposte alla Galleria dell'Ariete a Milano e alla galleria Iris Clert di Parigi. 
Il 1966 è l'anno di importanti successi internazionali: espone al Walker Art Center di Minneapolis, alla Marlborough Gallery di New York e alla Galerie Alexander Iolas di Parigi. Gli viene dedicata una sala alla XXXIII edizione della Biennale di Venezia, dove collabora con l'Architetto Carlo Scarpa creando un ambiente ovale labirintico illuminato da una luce bianca e percorso da tele bianche attraversate da un unico taglio: opera dall'eco straordinaria che vince il premio della Biennale.

Muore a Varese il 7 settembre del 1968.


Il suo lavoro è stato esposto a New York, Milano, Zurigo, Londra, Berlino e Roma e fa parte delle collezioni del Museum of Modern Art, del Guggenheim Museum, dell'Art Institute of Chicago, del Museo Reina Sofía e della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, tra gli altri.

Lucio Fontana
Rosario 1899 - Varese 1968

Lucio Fontana was born on February 19, 1899 in Rosario di Santa Fé, Argentina, to parents of Italian origin.

In 1947, in Milan, he came into contact with a group of young artists and, after meetings and discussions, the first Manifesto of Spatialism was born in December. In 1948, the second draft of the Manifesto (soon followed by a third version: Proposta per un regolamento, 1950) reiterated the need to overcome the art of the past, making "the painting come out of its frame and the sculpture out of its glass bell". In 1949 Fontana creates an emblematic work at the Galleria del Naviglio: the Ambiente spaziale a luce nera (Spatial Environment with Black Light), in which a series of phosphorescent and fluctuating elements are hung from the ceiling of the completely black exhibition space. In the same year, he deepens the spatial research with the start of the cycle of "Holes", pictorial works where chromatic intervention are added "swirls" of holes made with an awl. He also continues his activity as a ceramist, finding its crowning glory in the exhibition Twentieth-Century Italian Art, MoMA in New York (1949), as well as in the personal May 1950 organized at the XXV edition of the Venice Biennale. In the '60s, Fontana develops the series of the "Olii", works on canvas where the thick layer of pictorial matter is crossed by holes or lacerations. Exhibited at his first U.S. solo exhibition at the Martha Jackson Gallery in New York (1961). In the same year, inspired by the New York metropolis, he also conceived a new type of work: the "Metalli", reflecting sheets on which he intervened by tearing and cutting the surface. He develops the series of the "Ends of God" (1963-1964): all oval-shaped canvases, monochrome or sometimes sprinkled with sequins, crossed by holes and lacerations, exhibited at the Galleria dell'Ariete in Milan and at the Iris Clert gallery in Paris. 
The 1966 is the year of important international success: it exposes to the Walker Art Center of Minneapolis, to the Marlborough Gallery of New York and to the Galerie Alexander Iolas of Paris. He is dedicated a room at the XXXIII edition of the Venice Biennale, where he collaborated with architect Carlo Scarpa by creating an oval labyrinthine environment illuminated by a white light and crossed by white canvases crossed by a single cut: work from the extraordinary echo that wins the prize of the Biennale.

He died in Varese on September 7, 1968.


His work has been exhibited in New York, Milan, Zurich, London, Berlin and Rome and is part of the collections of the Museum of Modern Art, the Guggenheim Museum, the Art Institute of Chicago, the Reina Sofía Museum and the National Gallery of Modern and Contemporary Art in Rome, among others.