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Sol LeWitt

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Biografia di Sol LeWitt

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Solomon "Sol" LeWitt 

Salomon Sol LeWitt (Hartford 9 settembre 1928 – New York 8 aprile 2007), dopo aver vissuto per i miei anni in Connecticut, nel 1945 si iscrive alla Syracuse University dove nel 1949 si laurea in Fine Arts. Completato il percorso universitario si arruola nell’esercito e tornato negli Stati Uniti si trasferisce a New York nel 1953. Qui oltre che frequentare i corsi della Scuola per Illustratori e occuparsi di editoria d’arte, lavora come grafico presso lo studio dell’architetto Ieoh Ming Pei e come receptionist al Museum of Modern Art. Questa è l’occasione che gli permette di conosce gli artisti: Robert Mangold, Dan Flavin e Robert Ryman.

L’attività artistica ha inizio negli anni ’60 con un primo approccio dedicato alla pittura, per focalizzarsi d’ora in poi alla realizzazione di opere tridimensionali. La prima fase si collega all’arte minimalista, concentrandosi sulla forma del cubo, considerata essere perfetta poiché da qui ne scaturiscono infinite possibilità e combinazioni. Nonostante questo, Sol Lewitt si definisce un concettuale e approfondisce questa tematica nel 1967 con il testo intitolato:“Paragraph of conceptual art”. Qui afferma che la realizzazione di un’opera può essere delegata ad altri, poiché fondamentale è il processo creativo, fase culminante della creazione. Infatti è l’idea che produce l’arte, non la sua concretizzazione.

Nel 1965 tiene la prima mostra personale presso la John Daniels Gallery di New York e in questi anni partecipa a quattro edizioni di Documenta: dal 1968 fino al 1982.  Alla termine degli anni ’60 realizza i “Wall drawings” muri dipinti con forme geometriche che sono adattati all’architettura che li accoglie.

Caratterizzano gli anni ’80 il ciclo delle “Forme Complesse”, originate dai disegni di forme geometriche di trapezi e triangoli, da cui crea volumi tridimensionali dimostrando così il legame presente tra disegno e ambiente. Trasferitosi nella tranquilla cittadina di Spoleto, parteciperà nel 1988 alla Biennale di Venezia, presentando un gigantesco murales che occupa interamente il Padiglione Italia.

Dopo la partecipazione alla Biennale, si trasferisce a New York dove morirà nel 2007.