Pino DEODATO

Pino DEODATO

Vede lontano 2022

Il direttore d'orchestra 2010

Trincea 2019

Il poeta timido 2022

La casa del poeta 2021

Tutto 2021

Niente 2021

Pensiero unico 2021

Pensierini blu oltremare 2021

Porta celeste 2021

Il libro che non c'è 2019

Inchiostro 2019

Cenere 2022

Cenere 2021

Lo scrittore timido 2021

Un grande amore 2021

La casa museo 2022

Pensierini 2022

Isolato 2020

Isolato 2020

Giotto 2013

Chiodo fisso 2021

Beato costruttore 2018

Chi cerca trova 2021

Giottino 2017

I neonati 2018

Il peso della memoria 2021

Inchiostro 2018

L'albero che non c'è 2021

Lo scultore 2018

Mare 2017

Pensatoio 2017

Pensatoio 2017

Pensierini 2018

Pensierini blu 2020

San Tommaso 2018

Tante idee 2017

Triangolo 2019

Triangolo 2015

Trincea 2020

Un giorno di festa 2017

Una piccola idea 2017

Viandante 2018

Vicolo cieco 2017

Tutti 2017

Pensierini 2018

Beato costruttore 2018

Il giardino segreto 2018

Profumi 2018

Profumi 2018

Offertorio 2018

Pino Deodato

Nao (Vibo Valentia) 1950. Vive e lavora a Milano.

Deodato si iscrive alla scuola d’arte inferiore di Vibo Valentia e, giovanissimo, fin dall’età di undici anni, inizia a realizzare i primi disegni e a lavorare l’argilla. Erano gli anni Sessanta e nella scuola d’arte insegnavano maestri provenienti da diverse città, in particolare l’insegnante di scultura, riesce a infondere al giovane Deodato entusiasmo e passione per il lavoro. Conseguito il diploma di maturità artistica, nel 1969 si trasferisce a Milano per frequentare l’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel capoluogo lombardo entra in contatto con alcuni esponenti dell’arte milanese, e durante gli studi diventa assistente dell’artista Giangiacomo Spadari, con cui rimane per cinque anni. Con lui condivide la visione dell’importante ruolo dell’arte come impegno politico, sociale e culturale.

Grazie all'amicizia di Spadari e alle sue frequentazioni negli ambienti artistici francesi, Deodato entra in contatto con alcuni giovani artisti d’Oltralpe, come Ivan Messac, e con loro espone al “Salon de la Jeune Peinture” presso il Musèe D’Art Moderne di Parigi e al Musèe du Luxemburg.

Nel 1975 con Antonio Sormani costituisce il gruppo Contastoria, che si propone di far emergere le contraddizioni all’interno della società borghese. Come gruppo Contastoria Deodato partecipa alla Quadriennale di Roma, espone alla Galleria Alternative di Parigi. subito dopo la Rivoluzione dei Garofani (1974) viene invitato a Oporto e Lisbona per rappresentare la giovane pittura italiana.

Dopo questa esperienza, inizia, tramite la sua arte, a raccontare Storie dipingendo eroi e miti come Tarzan, San Giorgio e personaggi de "Le Mille e Una Notte". Nei lavori di questo periodo è preponderante il paesaggio, che diventa la scenografia in cui si muovevano i “piccoli” eroi. Le opere sono principalmente delle tele di grandi dimensioni e delle piccole sculture, dove i protagonisti affrontano i momenti salienti del loro vissuto.

Negli anni Ottanta domina in tutta Europa e negli Stati Uniti il ritorno alla pittura, determinato dal movimento della Transavanguardia. Anche nel suo lavoro Deodato, pur non appartenendo a quel movimento, utilizza la pittura per esprimere con metafore e con un’attitudine silenziosa la sua visione del mondo.

Viceversa, nella metà degli anni Ottanta, l’attenzione dell'artista è diretta in modo rilevante alla figura umana come appare nelle opere presentate alla Galleria Panetta di Mannheim e alla Galleria Gherberau di Friburgo. Nelle opere esposte in Germania era evidente l’esaltazione del corpo umano che, con le sue forme voluminose e scultoree, ne diventava il protagonista principale. Anche il paesaggio, bucolico e paradisiaco, in cui erano inserite le figure umane come forme fluttuanti, partecipava con i medesimi volumi e colori al racconto della storia.

Successivamente, Deodato espone a Milano alla Galleria Gastaldelli e, all’inizio degli anni Novanta, alla Galleria Cardi, dove propone un lavoro a lui molto caro: “I mangiatori di lucciole”. Un’opera matura, pregna di significato ma rappresentata con quella sintesi di forma che è distintiva del lavoro di Deodato. Il titolo completo dell’opera è “Mangiava le lucciole per vederci meglio”, una chiara metafora con cui si invita l’uomo a cibarsi di luce, cioè della conoscenza e della sapienza necessarie a comprendere e a trovare risposte alla complessità della vita.

Negli anni Novanta sviluppa nuovi temi e nuovi personaggi  prediligendo la produzione di piccole sculture,  si consolidano i canoni estetici che caratterizzano il linguaggio pittorico dell’artista e si arricchisce la sua iconografia resa peculiare da quel “realismo magico” (definizione che, seppur descrittiva di uno stile pittorico nato tra gli anni ’20 e ’30, si può ancora utilizzare per descrivere quel tipo di pittura o scultura) in cui i soggetti, ritratti e circondati da elementi quali figure, geometrie o anche paesaggi, trovando ispirazione nei canali della sua memoria, danno origine a autentiche metafore della vita attraverso una estrema sintesi di cui Deodato è maestro.

Negli anni Novanta si segnalano le mostre “Ritratti” alla Galleria Il Milione a Milano, “L’opera rossa” alla Galleria Susanna Orlando a Forte dei Marmi e, infine, “I Viandanti” al Santuario di Oropa di Biella. Con quest’ultima mostra Deodato inizia un nuovo percorso in cui tutti i personaggi comparsi nella sua pittura, da “San Giorgio e il drago”, “Tarzan”, “Il Cavaliere azzurro” e “Tex Willer” degli anni Ottanta a “I Viandanti”, “L’angelo custode”, “San Tommaso”, “Il Padrone del mondo” e i “Mangiatori di lucciole” degli anni Novanta, diventano soggetti scultorei, che dai primi anni del Duemila sono protagonisti delle sue opere in  terracotta.

Le prime sculture vengono esposte all’ex Silo del Cacao da Cargo (Milano) presentate da Alessandro Riva; successivamente nella Galleria Narciso di Torino e nella Galleria Klerkx di Milano. Da questo momento Deodato lavora quasi esclusivamente con la scultura, linguaggio con cui l’artista è sicuro di esprimersi con maggiore efficacia. Il risultato è che gli stessi personaggi della pittura in scultura diventano più reali, acquisiscono forme e spessore e si inseriscono nello spazio figurativo con una forza più intensa. Infine il “cerchio si chiude” perchè la scultura e l’argilla diventano protagonisti: è un ritorno al passato, alla Scuola d’Arte e all’infanzia dell’artista in Calabria.

Questo percorso di ricerca prosegue tuttora. Deodato, umanista e alchimista dell'immagine, sempre in movimento tra scultura e pittura, continua a raccontare la storia dell'umanità portando avanti nuove tematiche con uno sguardo severo e gentile, tagliente e poetico, talvolta “ammonitore” ma sempre delicato nel suo modo e nel suo stile aperto a meraviglioso e fantastico.

Pino Deodato

Nao (Vibo Valentia) 1950. Lives and works in Milan, Italy.

Deodato enrolled in the lower art school of Vibo Valentia and, at the very young age of eleven, he began to make his first drawings and work with clay. Back in the 1960s, masters from various cities taught in the art school, and the sculpture teacher, in particular, managed to instill in young Deodato the enthusiasm and passion for the work. After graduating from art school, in 1969 he moved to Milan to attend the Brera Academy of Fine Arts. In the Lombard capital, he came in contact with some exponents of Milanese art, and during his studies, he was assistant to the artist Giangiacomo Spadari for five years. He shared his vision of the important role of art as a political, social, and cultural commitment.

Thanks to his friendship with Spadari and his acquaintances in French art circles, Deodato made contacts with some young transalpine artists, such as Ivan Messac, and he exhibited with them at the “Salon de la Jeune Peinture” at the Musèe D'Art Moderne in Paris as wells as at the Musèe du Luxemburg.

In 1975 he and Antonio Sormani formed the Contastoria group, aimed at bringing out the contradictions within bourgeois society. As Contastoria group member, Deodato participated in the Rome Quadriennale, and exhibited at the Alternative Gallery in Paris. Immediately after the Carnation Revolution (1974), he was invited to Oporto and Lisbon to represent young Italian painting.

After this experience, he began, through his art, to tell Stories by painting heroes and myths such as Tarzan, St. George and characters from “The Thousand and One Nights”. The works of this period predominantly feature the landscape, which becomes the setting for his “little” heroes. These works are mainly large canvases and small sculptures, where protagonists deal with the highlights of their lives.

In the 1980s, a return to painting, brought about by the Transavantgarde movement, dominated throughout Europe and the United States. Deodato, although he did not belong to that movement, used painting also in his work to express his worldview with metaphors and a silent attitude.

Conversely, in the mid-1980s, the artist’s attention is directed prominently to the human figure, as shown in the artworks presented at the Panetta Gallery in Mannheim and the Gherberau Gallery in Freiburg. The works exhibited in Germany clearly showed an exaltation of the human body which, with its voluminous and sculptural forms, became the major protagonist. The bucolic and heavenly landscape, in which human figures were placed as floating forms, also participated with the same volumes and colors in the telling of the story.

Later, Deodato exhibited in Milan at Galleria Gastaldelli and, in the early 1990s, at Galleria Cardi, where he displayed an artwork very dear to him, I mangiatori di lucciole (“The firefly eaters”). A mature artwork, full of meaning but depicted with that synthesis of form that is distinctive of Deodato’s work. The full title of the work is Mangiava le lucciole per vederci meglio (“He ate fireflies to see better”), a clear metaphor by which humans are invited to feed on light, meaning the knowledge and wisdom necessary to understand and find answers to the complexity of life.

Over the 1990s, he developed new themes and new characters preferring the production of small sculptures; the aesthetic standards that characterized the artist’s pictorial language were consolidated, and his iconography was enriched, made distinctive by that “magic realism” (a definition that, though descriptive of a pictorial style born between the 1920s and 1930s, can still be used to describe that type of painting or sculpture) in which the subjects, portrayed and surrounded by elements such as figures, geometries or even landscapes, finding inspiration in the channels of his memory, gave rise to authentic metaphors of life through that extreme synthesis Deodato is a master of.

In the 1990s, the exhibitions “Ritratti” at Galleria Il Milione in Milan, “L'opera rossa” at Galleria Susanna Orlando in Forte dei Marmi and, lastly, “I Viandanti” at the Sanctuary of Oropa in Biella are worth mentioning. With the latter exhibition, Deodato began a new path in which all the characters that had appeared in his painting, from “San Giorgio e il drago” (“Saint George and the dragon”), “Tarzan”, “Il Cavaliere Azzurro” (“The blue knight”) and “Tex Willer” from the 1980s to “I Viandanti” (“The wayfarers”), “L’angelo custode” (“The guardian angel”), “San Tommaso” (“Saint Thomas”), “Il Padrone del mondo” (“The master of the world”) and “Mangiatori di lucciole” (“The firefly eaters”) from the 1990s, turned into sculptural subjects, becoming the leading figures of his terracotta artworks from the early 2000s onwards.

The first sculptures were exhibited at the former Silo del Cacao da Cargo (Milan) and presented by Alessandro Riva; subsequently, at Galleria Narciso in Turin and Galleria Klerkx in Milan. Since then, Deodato has been working almost exclusively with sculpture, a language through which the artist is sure to express himself more effectively. As a result, the same characters in painting become more real in sculpture, gaining form and depth and fitting into the figurative space with a greater force. In the end, sculpture and clay play a central role, coming full circle: it is a return to the past, to the Art School and to the artist’s childhood in Calabria.

This path of research continues to this day. Deodato, a humanist and alchemist of the image, always on the move between sculpture and painting, keeps telling the story of humanity by bringing forward new themes with a stern and gentle, sharp and poetic look, sometimes “warning” but always delicate in its manner and style open to the marvelous and fantastic.

Mostre personali / Solo exhibitions

2022
Milano, Dep Art Gallery, Pino Deodato. Vede Lontano 
Milano, Galleria Il Milione, Pino Deodato. Vede Lontano

2021
Lecco, Torre Viscontea, Pino Deodato: Finestre sul mediterraneo. Tele e sculture

2020
Cannobio, Varbano-Cusio-Ossola, Palazzo Parasi, Dalla Terra alla Terra... dare forma al pensiero

2019
Pietrasanta, Galleria Susanna Orlando, La cura in una stanza
Nova Milanese, Villa Vertua Masolo, Natale Addamiano Pino Deodato. Raccontarsi sotto le stelle
Rossano Calabro, Museo del Codex, RiCAMARE
Bagheria, Museo Guttuso, Naturalmente

2018
Mantova, Casa di Rigoletto, Pino Deodato. Inchiostro
Massa, Museo Diocesano di Massa, Abbiamo perso la testa

2017
Lecco, Galleria Melesi, Pino Deodato. L'universo nel cassetto
Laveno, MIDeC – Museo Internazionale del Design Ceramico, Scultura come il tutto
Vibo Valentia, Complesso Valentianum, Camera di Commercio, L'uomo misura di tutte le cose

2016
Kuwait City, Contemporary Art Platform, The Universe is a Blue Tree
Parigi, Art Paris, Petites Pensées
New York, Art New York, Solo Show
Vibo Valentia, Museo della Certosa, Mangiava le lucciole per vederci meglio
Dubai, Art Sawa, The Universe is a Blue Tree

2015
Latina, Spazio Comel, Lieve…e così sia. El, melek, naaman

2014
Milano, Progettoarte ELM, Cerco Trovo
Palermo, Giuseppe Veniero Project, Senza parole
Pietrasanta, Galleria Susanna Orlando, Certo, certissimo, anzi probabile

2013
Brescia, Orlando Arte, Gli Angeli di Pino Deodato
Milano, PlusDesign Gallery, La Campana di Filippo
Vicenza, Atlantica Gallery, 11-12-13

2012
La Spezia, Progettoarte ELM, Il tarlo del chiodo fisso
Torino, Galleria Roccatre, Lo Scultore innamorato della scultura

2011
Lucca, Claudio Poleschi Arte Contemporanea, Il Circo dell’arte

2010
Benevento, Galleria Art’s Events , Equi…libri

2009
Lucca, Piccola Galleria Maison, L’angelo custode
Milano, Progettoarte ELM, Paesaggi domestici

2008
Torino, Galleria Narciso, La Santa Scultura

2007
Firenze, Palazzo Pantiachi, Parlava agli uccelli perchè gli uomini non ci sentivano più

2006
Milano, Galleria Klerkx, La torta della sposa

2004
Milano, Palazzo del Comune di Sedriano, Parlava agli uccelli perchè gli uomini non ci sentivano più
Vibo Valentia, Gli sposi, il pensatore e il mangiatore di lucciole
Massa Carrara, Centro storico di Mulazzo, Pane e Vino

2003
Torino, Galleria Narciso, Silenzio
Milano, Cargo Ex Silo del Cacao, Panevino

2002
Rovigo, Granaio di Ca’ Cornera, Il sole tramontò alle 17.15
Benevento, Galleria Art’s Events, Nostro pane quotidiano
Sedriano, Chiesetta S.Bernardino, San Francesco e il Lupo

2001
Torino, Galleria Narciso, Chiaroscuro, La Santa Pittura
Milano, Galica Arte Contemporanea, Con riso
Torino, Galleria Monopoli, Viandanti
Vibo Valentia, Palazzo Gagliardi

2000
Miami, Galleria Ambrosino, Boccadirosa
Bagno a Ropoli, Kitchen Art Space, Cena celeste

1999
Torrecuso, Galleria Art’s Events, Dalla Terra verso il Cielo e ritorno

1998
Biella, Santuario di Nostra Signora D’Oropa, Viandanti

1997
Bologna, Studio Cristofori, L’Elogio dell’attesa
Genova, Galleria Cesarea, Manufatto

1996
Forte dei Marmi, Galleria Susanna Orlando, L’Opera Rossa
Milano, Galleria Cardi, I Primari
Vittuone, Sala consiliare, Un cielo per Vittuone

1995
Milano, Galleria Il Milione, Ritratti

1994
Comune di Vittuone, C’era una volta…

1993
Legnano, Proposte d’arte, Tutti gli eroi sono buoni

1992
Milano, Galleria Cardi, conFine

1990
Milano, Galleria Gastaldelli, Lupus in fabula

1989
Milano, Galleria di Porta Ticinese, Pino Deodato
Milano, Banca Popolare di Milano, Pino Deodato

1988
Milano, Galleria Gastaldelli, Pino Deodato

1987
Milano, Caffè Letterario Portnoy, 5 paesaggi di Pino Deodato

1986
Freiburg, Galleria Accent, Pino Deodato
Kaiserlautern, Galerie Gerberau, Pino Deodato
Mannheim, Galleria Panetta, Ween Das Gras Hoch Ist Uns Das Meer Tief
Vittuone, Cooperativa Rinascita, Quelli che sognano
Comune di Busto Garolfo, Pino Deodato

1985
Verona, Studio Toni de Rossi, Marenaio
Verona, Studio Toni De Rossi, Pino Deodato
Verona, Galleria Pontepietra, Pino Deodato
Magenta, Galleria Steffanoni, Pino Deodato

1978
Vittuone, Biblioteca Comunale, Deodato
Reggio Calabria, Galleria Il Grifo

1974
Vibo Valentia, Palazzo Gagliardi, Pino Deodato

1973
Pizzo Calabro, Castello Murat, Pino Deodato

Mostra Pino DEODATO Vede lontano

Pino DEODATO

12 settembre - 15 ottobre

Vede lontano