Alberto GIANQUINTO

Alberto GIANQUINTO

Iesolo 1967

Le rondini 1972

Alberto Gianquinto
Venezia 1929 – Jesolo 2003

Nasce al Lido di Venezia il 29 marzo 1929. Dopo gli studi classici si laurea in Economia e Commercio all’università Ca’ Foscari di Venezia, scegliendo tuttavia di dedicarsi alla pittura sotto la guida di Luigi Cobianco, maestro e amico. Fin dagli esordi manifesta una forte attenzione alla tradizione veneziana e alla lezione della pittura moderna europea, da Manet a Cézanne, sviluppando una ricerca centrata sul colore e su una rinnovata adesione al dato naturale.

A partire dalla metà degli anni Cinquanta si afferma nel panorama artistico italiano: nel 1956 è invitato alla Biennale di Venezia, cui farà ritorno nel 1962 e nel 1978 con una sala personale. Nel 1957 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria del Cavallino. Partecipa inoltre più volte alla Quadriennale di Roma (1959, 1965, 1969, 1987), consolidando una presenza costante nelle principali rassegne nazionali.

All’inizio degli anni Sessanta aderisce al gruppo romano “Il Pro e il Contro”, accanto ad artisti quali Attardi, Vespignani e Guccione, orientando la propria pittura verso una figurazione fortemente connotata in senso civile e politico. Nel 1963-64 espone alla mostra Peintures italiennes d’aujourd’hui in Medio Oriente e Nordafrica; nel 1963 una sua opera è presente alla mostra Contemporary Italian Paintings in Australia. Nascono in questo contesto opere emblematiche come A Guevara (1968) e i grandi cicli dedicati alle tensioni sociali e storiche del tempo: Ottobre, No alla repressione, La marcia, Le barricate (1970), Il 1975, Il drappo rosso (1979), fino alla Stele per Pio La Torre (1981).

Nel 1964 vince il Premio Arezzo con Grande interno a Lipari, tela di ampie dimensioni esposta in permanenza al Museo di Arezzo. Dello stesso anno sono la Pala per Djamila Boupachà e la tela per Isaac Babel.

Dagli anni Ottanta, anche in seguito al trasferimento nella campagna jesolana (1983), la sua pittura si apre a una dimensione più luminosa e contemplativa: realizza ampi paesaggi, vedute di Jesolo e Asolo, e sviluppa cicli dedicati alla figura femminile, alle Bagnanti e ai Jardin Féérique, accanto a nature morte e maternità. A questo periodo appartiene anche il ciclo delle Crocifissioni (1986-89), una ventina di tele emblematiche della partecipazione emotiva dell’artista ai temi religiosi. Dipinge La Pietra di Gramsci (1987) e riprende il soggetto di Che Guevara in un nuovo dipinto (1986).

Nel 1989 realizza una grande esposizione alla FIAC di Parigi. Negli anni Novanta riaffiorano temi di impegno civile, insieme a una rinnovata attenzione per il sacro: lavora sui dipinti riguardanti arabi morti nel deserto del Sinai durante la guerra del Golfo e sulle grandi tele per la Montserrat, ispirate dalla scultura di Gonzales scoperta a Parigi. Nel 1999, complice il libro La vita di Gesù di Ernst Renan, realizza ed espone a Parma diciannove teleri con la storia di Gesù; la mostra ha grande successo e viene proposta in città diverse in sei edizioni.

Nel 1994 vince il primo premio alla Permanente di Milano. Nel corso della sua carriera continua a dipingere, dedicandosi anche a disegni, acqueforti, litografie, serigrafie, sculture in terracotta e in bronzo.

Muore a Jesolo il 17 maggio 2003. Nell’ultimo quadro, Corteo, un piccolo drappello di uomini con le bandiere rosse esce dalla tela, silenzioso ed enigmatico. Viene seppellito nel Cimitero di San Michele a Venezia.

Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche: La Ventata (1961-66) entra nella collezione della Fondazione Giorgio Cini (2009); Aetatis III (1977) è donata alla Regione Veneto ed esposta permanentemente a Palazzo Balbi (2012).

Tra le rassegne e le retrospettive: Museo Correr di Venezia (antologica, 2005); Piccolo Miglio in Castello di Brescia (antologica, 2006); Castel Sismondo di Rimini (antologica, 2010); Convento del Carmine di Marsala (mostra, 2017). Nel 2012 viene pubblicato il primo catalogo generale della sua opera.

La sua opera si colloca nel contesto della figurazione italiana del secondo Novecento, distinguendosi per la capacità di coniugare tensione etica, memoria storica e intensità cromatica in una pittura di forte partecipazione umana.

Alberto Gianquinto
Venice, 1929 – Jesolo, 2003

Born at the Lido of Venice on March 29, 1929, he completed classical studies and graduated in Economics and Commerce from Ca’ Foscari University in Venice. He nevertheless chose to devote himself to painting under the guidance of Luigi Cobianco, his mentor and friend. From the outset, he showed a strong sensitivity to Venetian tradition and to the legacy of modern European painting, from Manet to Cézanne, developing a practice focused on color and a renewed engagement with natural observation.

From the mid-1950s onward, he established himself in the Italian art scene: in 1956 he was invited to the Venice Biennale, where he would return in 1962 and 1978 with a solo room. In 1957 he held his first solo exhibition at the Galleria del Cavallino. He also participated several times in the Rome Quadriennale (1959, 1965, 1969, 1987), consolidating a steady presence in major national exhibitions.

In the early 1960s he joined the Roman group “Il Pro e il Contro,” alongside artists such as Attardi, Vespignani, and Guccione, orienting his painting toward a figurative language strongly marked by civic and political concerns. In 1963–64 he exhibited in the show Peintures italiennes d’aujourd’hui in the Middle East and North Africa; in 1963 one of his works was included in Contemporary Italian Paintings in Australia. Within this context, emblematic works emerged such as A Guevara (1968) and the major cycles devoted to the social and historical tensions of the time: Ottobre, No alla repressione, La marcia, Le barricate (1970), Il 1975, Il drappo rosso (1979), up to Stele per Pio La Torre (1981).

In 1964 he won the Arezzo Prize with Grande interno a Lipari, a large canvas permanently exhibited at the Museo di Arezzo. Also from the same year are the Pala per Djamila Boupachà and the painting dedicated to Isaac Babel.

From the 1980s, also following his relocation to the countryside near Jesolo (1983), his painting opened to a more luminous and contemplative dimension: he produced expansive landscapes, views of Jesolo and Asolo, and developed cycles dedicated to the female figure, bathers, and Jardin Féérique, alongside still lifes and maternities. This period also includes the cycle of Crucifixions (1986–89), about twenty canvases that express the artist’s emotional engagement with religious themes. He painted La Pietra di Gramsci (1987) and revisited the subject of Che Guevara in a new painting (1986).

In 1989 he presented a major exhibition at FIAC in Paris. In the 1990s, themes of civic engagement re-emerged alongside a renewed attention to the sacred: he worked on paintings depicting Arabs who died in the Sinai desert during the Gulf War, and on large canvases for Montserrat, inspired by a sculpture by González discovered in Paris. In 1999, prompted by Ernst Renan’s The Life of Jesus, he created and exhibited in Parma nineteen large panels depicting the life of Jesus; the exhibition was a major success and was subsequently shown in several cities in six editions.

In 1994 he won first prize at the Permanente in Milan. Throughout his career he continued to paint, also working in drawing, etching, lithography, screen printing, and sculptures in terracotta and bronze.

He died in Jesolo on May 17, 2003. In his final painting, Corteo, a small group of men with red flags emerges from the canvas, silent and enigmatic. He was buried in the Cemetery of San Michele in Venice.

His works are included in prestigious public collections: La Ventata (1961–66) entered the collection of the Fondazione Giorgio Cini (2009); Aetatis III (1977) was donated to the Veneto Region and is permanently displayed at Palazzo Balbi (2012).

Among exhibitions and retrospectives: Museo Correr in Venice (retrospective, 2005); Piccolo Miglio in the Castle of Brescia (retrospective, 2006); Castel Sismondo in Rimini (retrospective, 2010); Convento del Carmine in Marsala (exhibition, 2017). In 2012 the first comprehensive catalogue of his work was published.

His oeuvre is situated within the context of postwar Italian figurative art, distinguished by its ability to combine ethical tension, historical memory, and chromatic intensity in a painting deeply rooted in human participation.

Esposizioni personali / personal exhibitions

2017
Castelfranco Veneto, Galleria Flaviostocco
Convento del Carmine di Marsala, Alberto Gianquinto. Nello studio. Opere 190 - 2002

2010
Castelfranco Veneto, Galleria Flaviostocco, opere scelte
Rimini, Castel Sismondo, Gianquinto. Opere rare

2007
Reggio nell’Emilia, Galleria Radium Artis, Alberto Gianquinto – Il desiderio della luce, il fascino dell’ombra
Brescia, Grande Miglio in Castello, Alberto Gianquinto – Opere scelte 1962-2003

2006
Venezia, Bugno Art Gallery, Alberto Gianquinto – Il paesaggio promesso
Castelfranco Veneto, (TV), Galleria Flaviostocco, Alberto GIanquinto
Brescia, Piccolo Miglio in Castello
Milano, Galleria Dep Art, Alberto Gianquinto

2005
Venezia, Museo Correr, Alberto Gianquinto – Opere 1960-2001

2004
Giulianova (TE), Museo dello Splendore, Alberto Gianquinto – Gesù
Roma, Galleria André, Via Giulia 175 (00186)
Chieti, Galleria Trifoglio
Padova, Museo Diocesano
Castelfranco Veneto (Treviso), Galleria Flaviostocco
Bologna, Galleria Stefano Forni

2003
Breganze (Vicenza), Biblioteca Civica
Parma, Teatro Farnese

2002
Sarego (Treviso)
Roma, Galleria André
Castelfranco Veneto (Treviso), Galleria Flaviostocco

2001
Reggio Emilia, Galleria Radium Artis
Possagno (Treviso), Fondazione Antonio Canova

2000
Pordenone, Galleria Sagittaria
Castelfranco Veneto (Treviso), Galleria Flaviostocco
Torino, Galleria Biasutti
Palermo, Galleria 37
Cittadella (Padova), Palazzo Pretorio
Carpi (Modena), Musei Civici di Palazzo Pio
Giulianova (Teramo), Galleria La Riva

1999
Parma, Galleria Mazzocchi
Venezia, Museo d’Arte Sacra
Venezia, Galleria Bugno
Ortona (Chieti), Palazzo Farnese

1998
Torino, Galleria Biasutti
Reggio Emilia, Galleria Tredici

1997
Milano, Galleria Appiani Arte 32
Valdagno (Vicenza), Galleria Civica d’Arte Moderna
Parma, Ensemble Edgard Varese
Oderzo (Treviso), Centro culturale Ca’ Lozzio
Parma, Galleria Mazzocchi

1996
Roma, Galleria Lombardi
Milano, Galleria Appiani Arte 32
Motta di Livenza (Treviso), Galleria Comunale
Tolentino (Macerata), Galleria Giraldi
Arzignano (Vicenza), Galleria d’Arte Ciman

1995
Castelfranco Veneto (Treviso), Galleria Flaviostocco

1994
Tolentino (Macerata), Galleria Giraldi
Castelfranco Veneto (Treviso), Galleria Flaviostocco

1993
Tolentino (Macerata), Galleria Giraldi
Castelfranco Veneto (Treviso), Galleria Flaviostocco
Parma, Galleria Mazzocchi

1992
Milano, Galleria Seno
San Quirino (Pordenone), Galleria Cefaly, Catania, Villa Cattaneo
Andria (Bari), Galleria Le Muse Centro d’Arte

1991
Verona, Galleria Graffiti New Atelier
Parma, Galleria Mazzocchi

1990
Erice (Trapani), Ex convento di San Carlo
Castelfranco Veneto (Treviso), Galleria Flaviostocco
Trissino (Vicenza), Scuola media “Antonio Fogazzaro”
Brindisi, Galleria Il Tempietto

1989
Parma, Galleria Mazzocchi
Bologna, Galleria Forni Tendenze
Torino, Galleria Davico
Pordenone, Galleria Grigoletti

1988
Verona, Galleria Graffiti New Atelier
Venezia, Galleria Il Traghetto
Milano, Galleria delle Ore
Conegliano (Treviso), Palazzo Sarcinelli
Tolentino (Macerata), Galleria Giraldi

1987
Pordenone, Galleria Grigoletti
Catania, Galleria Cefaly
Venezia, Galleria Il Traghetto
Roma, Galleria Il Gabbiano
Castelfranco Veneto (Treviso), Galleria Flaviostocco

1986
Tolentino (Macerata), Galleria Giraldi
Caorle (Venezia), Palazzo delle Esposizioni

1985
Milano, Galleria delle Ore
Roma, Galleria André
Giulianova (Teramo), Galleria La Riva

1984
Parma, Studio d’Arte Nazzari
Castelfranco Veneto (Treviso), Galleria del Teatro Accademico
Milano, Galleria Seno
Roma, Galleria Pegaso

1982
Milano, Galleria delle Ore
Parma, Galleria La Bottega
Busto Arsizio (Varese), Galleria Bambaia
Cortina d’Ampezzo (Belluno), Centro culturale Alaska

1981
Roma, Galleria Zanini
Acqui Terme (Alessandria), Galleria Repetto e Masucco

1980
Torino, Galleria Gissi

1979
Busto Arsizio (Varese), Galleria Bambaia

1978
Roma, Galleria Zanini
Milano, Galleria Seno
Piazzola sul Brenta (Padova), Villa Contarini
Pordenone, Galleria Sagittaria

1976
Conegliano (Treviso), Quadragono d’Arte
Milano, Galleria Bergamini
Mestre (Venezia), Galleria Flaviostocco

1975
Alessandria, Sala Comunale d’Arte Contemporanea
Mestre (Venezia), Galleria Flaviostocco

1974
Galleria Dürer, Bologna
Galleria Comunale, Alessandria
Venezia, Galleria Il Traghetto, Venezia

1973
Galleria Margutta, Pescara
Milano, Galleria Cocorocchia
Parma, Galleria del Teatro
Verona, Studio della Quaglia

1972
Mestre (Venezia), Galleria Flaviostocco
Roma, Galleria Il Gabbiano
Cortina d’Ampezzo (Belluno), Galleria Hausmann

1971
Venezia, Galleria Il Traghetto
Francavilla a Mare (Chieti), Galleria Il Modulo
Milano, Galleria Seno

1970
Modena, Galleria del Comune
Milano, Galleria Solferino
Roma, Galleria Il Gabbiano

1969
Firenze, Galleria Santacroce
Matera, Galleria La Scaletta
Brescia, Galleria Fanti Cagnì
Roma, Galleria Il Gabbiano

1968
Milano, Galleria Bergamini
Vicenza, Galleria L’Incontro
Venezia, Galleria Il Traghetto

1967
Roma, Galleria Il Gabbiano

1966
Este (Padova), Villa Albrizzi

1965
Milano, Galleria Cadario

1964
Venezia, Galleria Il Traghetto
Parma, Galleria La Ruota
Venezia, Galleria Bevilacqua La Masa

1963
Roma, Galleria La Nuova Pesa

1961
Modena, Galleria La Sfera
Parma, Galleria La Ruota
Roma, Galleria La Nuova Pesa
Udine, Galleria Il Girasole

1960
Roma, Galleria La Nuova Pesa
Venezia, Galleria Il Traghetto

1958
Milano, Galleria delle Ore
Roma, Galleria La Nuova Pesa
Treviso, Galleria del Circolo Goberti
Trieste, Galleria Casanova
Venezia, Galleria del Cavallino

1957
Venezia, Galleria del Cavallino
Roma, Galleria Alibert
Venezia, Galleria BevilacquaLa Masa