SALVO (Salvatore Mangione)

 SALVO (Salvatore Mangione)

Senza titolo 1994

Senza titolo 1979

senza titolo 1980

Ottobre 1982

Nevicata 1986

Al Forte 1988

Minareto 1991

senza titolo 1992

Minareto 1991

Una sera 1991

Tram 1993

Primavera 1995

Primavera 1995

Inverno 2006

Il mattino 1995

Il villaggio 2001

Gennaio 2004

Pianura 2006

S. N. Arcella 2003

Annunziata 2008

Agosto 2009

Salvo (Salvatore Mangione)
Leonforte 1947 - Torino 2015

Salvo, nome d’arte per Salvatore Mangione, nacque a Leonforte in provincia di Enna nel 1947. Nel 1956, si trasferì con la famiglia da Catania a Torino, la quale rimarrà la sua città d’adozione. Dall’inizio degli anni ’60, dipinse e si mantenne vendendo a poco prezzo ritratti, paesaggi e copie da Rembrandt e Van Gogh. Nel 1963, partecipò alla 121a Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti con un disegno di Leonardo.

Tra il settembre e il dicembre 1968, a Parigi fu coinvolto dal clima culturale del movimento studentesco. Rientrato a Torino, iniziò a frequentare gli artisti che operarono nell’ambito dell’Arte Povera e che trovarono un punto di riferimento nella galleria di Gian Enzo Sperone. Conobbe Boetti, di cui diventò amico e con cui condivise lo studio fino al 1971, poi Merz, Paolini, Penone, Pistoletto, Zorio, e i critici: Renato Barilli, Germano Celant e Achille Bonito Oliva. 

Nel 1969 si rapportò con i concettuali americani Joseph Kosuth, Robert Barry e Sol LeWitt. In estate compì un primo lungo viaggio in Afghanistan, a cui ne seguirono altri. Iniziò lavori in cui furono già chiare le tendenze – la ricerca dell’io, l’autocompiacimento narcisistico, il rapporto con il passato e con la storia della cultura – che diventeranno nodi essenziali della sua ricerca successiva. Tra questi, la fotografia Autoritratto come Raffaello e la serie 12 autoritratti in cui inserì con fotomontaggi il proprio volto su immagini tratte da giornali, presentate nel 1970 alla Galleria Sperone, nella sua prima mostra personale.

Parallelamente ai lavori fotografici, Salvo eseguì lapidi in marmo su cui sono incise parole o frasi, quali Idiota, Respirare il padre, Io sono il migliore. Sono opere che, seppur maturate nel contesto dell’Arte Povera, mostrarono nelle connotazioni monumentali e arcaicizzanti un carattere peculiare e precorritore della sua futura ricerca. E' del 1970 Salvo è vivo, oggi all’Australian National Gallery di Canberra, e al Neues Museum di Weimar. L’anno seguente creò 40 nomi, elenco di personaggi illustri che da Aristotele giunge fino a Salvo. La serie delle lapidi proseguì fino a tutto il 1972 con iscrizioni dalle fonti più varie, come un testo assiro in Il lamento di Assurbanipal o una parabola di Esopo per La tartaruga e l’aquila.

Dal 1971 realizzò i Tricolore, superfici su cui è scritto “Salvo” in bianco, rosso e verde o con lettere al neon, inoltre copie di romanzi trascritte da lui stesso in cui viene riproposto il medesimo processo di sostituzione degli autoritratti inserendo il proprio nome al posto di quello dei protagonisti; è il caso, per esempio, di Salvo nel paese delle meraviglie (da Carroll) e L’isola del tesoro (da Stevenson).

Nel corso di quest’anno conobbe Cristina, che rimase sua compagna tutta la vita.

Tramite Robert Barry, conobbe Paul Maenz. Iniziò così un lungo rapporto di amicizia e lavoro con il gallerista tedesco, che in giugno presentò nella sua galleria a Colonia una personale, preceduta in marzo dall’esordio parigino alla Galerie Yvon Lambert. Nel giugno 1972 incontrò John Weber e venne programmata per il gennaio seguente nella galleria newyorkese l’ultima sua esposizione di opere concettuali. Nello stesso anno Salvo partecipò a Documenta 5 di Kassel.

Il 1973 fu l’anno della svolta: Salvo tornò alla pittura, per non abbandonarla mai più.

Il recupero delle tecniche tradizionali fu già presentato in alcuni Autoritratti benedicenti, disegnati tra il 1968 e il 1969. Con l’intento di rivisitare la storia dell’arte Salvo procedette nei suoi d’après. La citazione di opere antiche non impose la copia tout court, ma il rifacimento in chiave semplificata, dove l’artista talvolta inserì se stesso con il procedimento dell’autoritratto. I lavori, ispirati a grandi maestri del Quattrocento, quali Cosmè Tura e ancora Raffaello, vennero esposti in numerose mostre.

L’anno seguente si aprì a Colonia la rassegna Projekt ‘74: Salvo chiese di non esporre alla Kunsthalle, sede della mostra, ma di allestire una sala al Wallraf-Richartz-Museum, dove San Martino e il povero del ‘73 (oggi alla Galleria d’Arte Moderna di Torino) fu collocato accanto a capolavori di un pittore per ogni secolo, come Simone Martini, Lucas Cranach il Vecchio, Rembrandt e Cézanne.

Sempre nel 1974, Salvo partecipò presso lo Studio Marconi di Milano alla collettiva "La ripetizione differente", curata da Barilli. In dicembre, da Toselli, propose una sola opera, il Trionfo di San Giorgio (da Carpaccio), di oltre sette metri, poi inviata alla Biennale di Venezia del 1976 come unico suo intervento. Dipinse le prime Italie e Sicilie, restituite attraverso le rispettive mappe geografiche ben riconoscibili e recanti, nell’ordinata scansione sulla superficie dell’opera, i nomi di insigni filosofi, pittori, letterati seguiti da quello dello stesso Salvo.

Dal 1976 si delineò un nuovo momento della sua ricerca, poichè elaborò una serie di paesaggi in cui propose con colori squillanti, cavalieri tra rovine architettoniche e visioni di colonne classiche, viste in vari momenti del giorno e della notte. Conobbe Giuliano Briganti e Luisa Laureati, ed anche Luciano Pistoi, il gallerista con cui avrà per molti anni un rapporto privilegiato. Nel 1977, anno in cui nacque sua figlia Norma, per la prima volta un museo ospitò una sua retrospettiva. Curata da Zdenek Felix per il Museum Folkwang di Essen, la vasta rassegna passò poi a Mannheimer Kunstverein di Mannheim.

In quest’anno terminò i Giganti fulminati da Giove, una delle opere di maggiori dimensioni del periodo mitologico. Allestì alcune mostre personali, tra cui una mostra sul Capriccio alla Galleria Stein di Torino, poi presso la Françoise Lambert, ed alla Galleria Pero a Milano. Partecipò poi da Massimo Minini a Brescia ad alcune collettive, tra cui quella alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna e alla Holly Solomon Gallery di New York.

Tra la fine del 1979 e il 1980, Salvo dipinse una serie di paesaggi con case di campagna, chiese e monumenti quali San Giovanni degli Eremiti a Palermo e la Torre di Pisa, in cui comparsero alberi d’ispirazione giottesca e vegetazioni prima quasi inesistenti.

Tra il 1982 e il 1983, la sua notorietà si consolidò ulteriormente a livello europeo. Dopo l’ampia retrospettiva organizzata da Massimo Minini al Museum van Hedendaagse Kunst di Gand, l’anno seguente furono riunite al Kunstmuseum di Lucerna le sue opere più significative, realizzate dal 1973, e poi al Nouveau Musée di Villeurbanne, presso Lione. Iniziarono poi i suoi rapporti con gli scrittori Giuseppe Pontiggia e Leonardo Sciascia, che successivamente dedicarono a Salvo alcuni scritti.

Nell’estate del 1984, Maurizio Calvesi invitò Salvo ad “Arte allo specchio”, alla XLI Biennale di Venezia: vi partecipò con sei lavori, tra i quali San Martino e il povero, Il bar del 1981, e un quadro del ciclo di Rovine ripreso in quest’anno. Al ritorno da un lungo viaggio in Grecia, Jugoslavia e Turchia dipinse i mishram, le caratteristiche tombe musulmane viste a Sarajevo. A questa tematica, che fu presentata da Franco Toselli, seguirono le Ottomanie (neologismo di Salvo), varianti dei precedenti paesaggi in cui comparsero i minareti resi nell’essenzialità della loro architettura.

Nel 1986, venne pubblicato il trattato Della Pittura - Imitazione di Wittgenstein, 238 brevi paragrafi in cui Salvo raccolse i suoi pensieri sulla pittura con il metodo della proposizione assiomatica e dell’interrogazione retorica. Il volume uscì in italiano, inglese, tedesco e in spagnolo.

Conobbe Daniele Pescali, che diventerà il suo mercante principale dal 1987 al 1995. Nel 1988, furono due le mostre istituzionali, al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e al Musée d’Art Contemporain di Nîmes. Dipinse lavori che si ispirarono alla pittura di P. Saenredam, gli Interni con funzioni straordinarie, presentati nel 1991 alla Galleria In Arco di Torino. Nel 1992, Renato Barilli curò l’ampia personale Archeologie del futuro alla Galleria dello Scudo di Verona, nel cui catalogo comparsero testi di Giuseppe Pontiggia, Paul Maenz e Luigi Meneghelli. 

Dagli anni Novanta, Salvo dedicò alcune serie di quadri a luoghi che visitò, tra cui Oman, Siria, Emirati Arabi, Tibet, Nepal, Etiopia, oltre a gran parte d’Europa, in particolare Francia, Germania e Norvegia. Dal 1995, Salvo trascorse alcuni mesi dell’anno nel golfo di Policastro e nelle Valli del Po, vicino al Monviso, luoghi che lo ispirarono per numerose opere.

In questi anni conobbe e frequenta lo scrittore Nico Orengo, per cui nel 2003 illustrerà il libro Cucina crudele. Fu del 1998 la mostra antologica a Villa delle Rose, sede della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, a cura di Renato Barilli e Danilo Eccher. Negli anni 2000, altri viaggi ispirarono la sua pittura, in particolare quelli in Cina, Thailandia, Egitto e in Islanda.

Varie le mostre personali, tra cui quelle nelle gallerie Dep Art e Zonca & Zonca di Milano, Raffaelli di Trento e Mazzoleni di Torino e in spazi pubblici come la Palazzina Azzurra di S. Benedetto del Tronto e il Trevi Flash Art Museum, a cura di Luca Beatrice e come la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, per la doppia personale con Gabriele Basilico, a cura di Giacinto Di Pietrantonio. 

In questi anni la sua pittura si rivolse al nuovo soggetto delle pianure, introducendo un nuovo taglio prospettico nei suoi paesaggi. La sua città, Torino, gli dedicò nel 2007 un’ampia mostra antologica alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, a cura di Pier Giovanni Castagnoli. Salvo trascorse molto tempo a Costigliole d’Asti, tra Langhe e Monferrato, i cui paesaggi collinari si ritrovarono nelle sue opere recenti.

Nel 2013, iniziò a lavorare con la galleria Mehdi Chouakri di Berlino, che nel 2014 presentò una sua mostra personale. Nello stesso anno, oltre a dipingere i suoi soggetti prediletti come paesaggi e nature morte, riprese in chiave nuova alcuni soggetti abbandonati da più di trent’anni, realizzando ad esempio una grande Italia, una Sicilia e un Bar, che presentò nel marzo 2015 in occasione della sua mostra personale alla galleria Mazzoli di Modena.

Morì a Torino il 12 settembre 2015.

Salvo (Salvatore Mangione)
Leonforte 1947 - Turin 2015

Salvo, real name Salvatore Mangione, was born in Leonforte in the province of Enna in 1947. In 1956, he and his family moved to Turin, his adoptive city. In the early Sixties, he began painting and made a living from selling low-priced portraits, landscapes and copies of Rembrandt and Van Gogh. In 1963, he participated in the 121st Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti with a drawing dedicated to Leonardo.

Between September and December 1968, the artist stayed in Paris, carried away by the revolutionary fervour of the student protests. After his return to Turin, he began spending time with the artists involved in the Arte Povera movement, whose point of reference was the gallery owned by Gian Enzo Sperone. He met Boetti and they became friends, and later shared a studio until 1971. He also met Mario and Marisa Merz, Paolini, Penone, Pistoletto, Zorio, as well as the critics: Renato Barilli, Germano Celant, and Achille Bonito Oliva.

In 1969, he got in contact with the American Conceptual artists Joseph Kosuth, Robert Barry, and Sol LeWitt. In the summer he embarked on his first long journey to Afghanistan, to be followed by others. He began to make works that already clearly showed up the themes that will later on become an essential part of his later research, namely, the search for the Self, narcissistic self-satisfaction, the relationship with the past and with the history of culture. These included the photograph Autoritratto come Raffaello and the 12 autoritratti series, in which he mounted his own face on images taken from newspapers. This work was shown at the Sperone Gallery in 1970, for his first solo show.

In parallel with his photographic works, Salvo maked marble panels on which he carved words or sentences, such as Idiota, Respirare il padre, Io sono il migliore. Although the works were developed within the context of the Arte Povera movement, their monumental and archaicizing connotations revealed their unique nature, and foreshadowed the artist’s future research.Salvo è vivo was made in 1970, which is today exhibited at the Australian National Gallery in Canberra, and at the Neues Museum in Weimar. The following year he made 40 nomi, a list of illustrious names that go from Aristotle to Salvo. He continued to work on his series of marble plaques throughout 1972, with inscriptions from a variety of sources, such as an Assyrian text in Il lamento di Assurbanipal or one of Aesop’s fables for La tartaruga e l’aquila.

In 1971, he began to make the works Tricolore, surfaces on which he wrote “Salvo” in red, white, and green or in neon lettering, as well as copies of novels he personally transcribed, where he used the same process of substituting self-portraits by inserting his name in lieu of that of the main characters; a case is that of Salvo nel paese delle meraviglie (after Carroll) and L’isola del tesoro (after Stevenson).

Over the course of the year, he met his lifetime partner Cristina.

Later Robert Barry introduced him to Paul Maenz. Thus, it began Salvo’s long friendship and work relationship with the German art dealer, who had a solo show of the artist’s work in his Cologne gallery in June, and preceded by the artist’s Paris debut at the Galerie Yvon Lambert in March. In June 1972 he met John Weber, and his last exhibition of Conceptual works was planned to be held in the New York gallery the following January. That same year Salvo took part in Documenta 5 in Kassel.

1973 was the turning point: Salvo returned to painting, never to abandon it again.

A return to traditional techniques was already visible in several Autoritratti benedicenti, drawn between 1968 and 1969. With the intention of revisiting art history, Salvo proceeded to make his works known as d’après. Citing an old master, painting does not necessarily mean to copy it tout court, but rather to do it over in a simplified key, where the artist at times adds images of himself according to the process of the self-portrait. These works, inspired by such great fifteenth-century masters as Cosmè Tura and Raphael, are shown in numerous exhibitions.

The following year, “Projekt ’74” opened in Cologne: Salvo asked that his works could not be shown at the Kunsthalle, the seat of the exhibition, but in a room at the Wallraf-Richartz-Museum, where San Martino e il povero, dated to 1973 (now at the Galleria d’Arte Moderna in Turin), was placed next to the masterpieces of one painter for each century, for example, Simone Martini, Lucas Cranach the Elder, Rembrandt, and Cézanne.

Still in 1974, Salvo took part in the group show La ripetizione differente curated by Renato Barilli and held at Studio Marconi in Milan. In December, he showed a single work, Trionfo di San Giorgio (da Carpaccio), of over seven metres in size, at Toselli Gallery; the work was also shown at the 1976 Venice Biennale. He painted his first Italie and Sicilie, composed of clearly recognizable geographic maps bearing the names of famous philosophers, painters, writers, followed by Salvo’s own name, all of which were neatly marked on the surface.

In 1976, there was a change in his research. He developed a series of landscapes in which he used bright colours to depict horsemen amidst architectural ruins, and visions of classical columns, viewed at different times of the day or night. He met Giuliano Briganti and Luisa Laureati, and also Luciano Pistoi, the gallerist whom he will have a close relationship with for many years. In 1977, his daughter Norma was born, and for the first time ever a museum hosted a retrospective of his work. Curated by Zdenek Felix for the Museum Folkwang of Essen, this major exhibition then travelled to the Kunstverein in Mannheim.

In the same year, he finished his Giganti fulminati da Giove, one of his largest works made during his mythological period. He got several solo shows, including an exhibition on the “Capriccio” at Stein Gallery in Turin, later mounted at both the Françoise Lambert and the Pero Gallery, in Milan, and then at Massimo Minini in Brescia. Also, he participates in several group shows, including one at Galleria d’Arte Moderna in Bologna, and another at the Holly Solomon Gallery in New York.

Between late 1979 and 1980, Salvo painted a series of landscapes with country homes, churches, and monuments, such as San Giovanni degli Eremiti in Palermo, and the Tower of Pisa, in which appeared for the first time trees and vegetation inspired by Giotto.

Between 1982 and 1983, he gained further acclaim in Europe. After the major retrospective organized by Massimo Minini at the Museum van Hedendaagse Kunst in Ghent, the following year, his most significant works post-1973 were shown at the Kunstmuseum in Lucerne, and later at Nouveau Musée di Villeurbanne, near Lyon. He met the writers Giuseppe Pontiggia and Leonardo Sciascia, who will dedicate some of their writings to him.

In the summer of 1984, Maurizio Calvesi invited Salvo to “Arte allo specchio” at the 41st Venice Biennale: he showed six works, including San Martino e il povero, Il bar, made in 1981, and a painting from the cycle Rovine dated to 1984. Upon returning from a long trip to Greece, Yugoslavia, and Turkey, he painted the mishram, typical Muslim graves he visited in Sarajevo. This theme, introduced by Franco Toselli, will be followed by Ottomanie (a neologism coined by Salvo), variants of the previous landscapes that feature minarets, which are portrayed to reveal the essentiality of their architecture.

In 1986, the treatise Della Pittura. Imitazione di Wittgenstein was published, 238 short paragraphs in which Salvo gathered his thoughts on painting, according to the method of the axiomatic proposition and the rhetorical question. The volume was published in Italian, English, German, and Spanish.

He met Daniele Pescali, his main art dealer from 1987 to 1995. In 1988, he hold two institutional exhibitions: at the Museum Boijmans Van Beuningen in Rotterdam, and at the Musée d’Art Contemporain Nîmes. He painted works inspired by the paintings of Pieter Jansz Saenredam, Interni con funzioni straordinarie, which were shown at the In Arco Gallery in Turin, in 1991. In 1992, Renato Barilli curated the artist’s solo show Archeologie del futuro hosted by the Galleria dello Scudo in Verona; the catalogue included essays by Giuseppe Pontiggia, Paul Maenz, and Luigi Meneghelli.

In the Nineties, Salvo made several series of paintings devoted to some of the places he visited, including: Oman, Syria, the United Arab Emirates, Tibet, Nepal, Ethiopia, as well as much of Europe, France, Germany, and Norway in particular. From 1995, Salvo began to spend several months a year in the gulf of Policastro, and the Po Valley, near Monviso, inspirations of many of his works.

In those years, he met and spent time with the writer Nico Orengo, for whom he illustrated the book Cucina crudele in 2003. In 1998, he held a retrospective exhibition at Villa delle Rose, head office of Galleria d’Arte Moderna in Bologna, curated by Renato Barilli and Danilo Eccher. In the 2000s, other trips inspired the artist’s painting, especially the ones to China, Thailand, Egypt, and Iceland.

He held several solo shows, including those at Dep Art Gallery and Zonca & Zonca in Milan, Raffaelli in Trento, and Mazzoleni in Turin. Also, in public spaces such as: Palazzina Azzurra in S. Benedetto del Tronto, and Trevi Flash Art Museum (curated by Luca Beatrice), and Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea in Bergamo, for a two-man show with Gabriele Basilico, curated by Giacinto Di Pietrantonio.

During these years his painting embraced the subject of the flatlands, and he introduced a new perspective in his landscapes. Turin devoted a major retrospective to his work at the Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, curator Pier Giovanni Castagnoli, in 2007. Salvo spent a great deal of time in Costigliole d’Asti, located between Langhe and Monferrato, whose hillside landscapes appeared in his last works.

In 2013, he began to work with Mehdi Chouakri Gallery in Berlin, where a solo show of his work was held in 2014. That same year, in addition to painting his favourite subjects like landscapes and still lifes, he returned to some of the subjects he had abandoned over three decades before, but in a brand new key; he made a large-scale Italia, a Sicilia and a Bar, which he presented in March 2015 on the occasion of his solo show at Mazzoli Gallery in Modena.

He died in Turin on September 12th, 2015.

Esposizioni personali / Personal exhibitions

2021
St. Moritz, Galerie Andrea Caratsch, Salvo. Masterworks

2020
Berlino, Mehdi Chouakri, Salvo. Autogrill 
New York, Gladstone Gallery, Salvo

2019
Torino, Norma Mangione Gallery, Salvo
Tenerife, San Cristóbal de la laguna, Fundación Cristino de Vera, Salvo, en las Islas Canarias
Lugano, Imago Art Gallery, Salvo. Il colore ovunque
Pietrasanta, Galleria Giovanni Bonelli, Omaggio a Salvo

2018
Dijon, Consortium Museum, L’Almanach 18, 3° Biennale internazionale d’arte contemporanea

2017
St. Moritz, Galerie Andrea Caratsch, In Engadina
Milano, Dep Art Gallery, Salvo. Un'arte senza compromessi
Berlino, Mehdi Chouakri, Salvo, bar e chiese
Torino, Norma Mangione Gallery, Se io disegno questo
Lugano, LAC, Boetti/Salvo, Vivere lavorando giocando
Torino, Galleria In Arco, La strada di casa

2016
New York, Ierimonti Gallery, Salvo-Io sono il migliore
Londra, Jerome Zodo Gallery, The Baron in the trees: works by Salvo
Torino, Biasutti & Biasutti, Opere di Salvo

2015
Modena, Galleria Mazzoli, Salvo
Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Omaggio a Salvo
Lissone, Museo d’Arte Contemporanea, Salvo: Il Migliore

2014
Berlino, Galerie Mehdi Chouakri, Salvo è vivo

2012
Courmayeur, Marco Canepa Gallery, Salvo
Milano, Galleria Zonca & Zonca, Fiori di maggio
Fucecchio, Fattoria Montellori, Incontri a Montellori

2010
Milano, Galleria Dep Art, Salvo - Récits
Trento, Studio d'Arte Raffaelli, Salvo - Universo a colori
Milano, Zonca & Zonca, Preparativi per la sera
Milano, Cà di Frà, Favole di marmo
Torino, Associazione Barriera, Senza Barriere - Salvo

2009
Altavilla, Galleria Atlantica, Salvo Imprevisti
Arco, MAG Museo Civico Alto Garda, Salvo – La pratica del paesaggio

2008
Milano, Zonca & Zonca, Salvo - Estasi Ordinaria
Caserta, Galleria De Nisi, Salvo visioni di paesaggio
Arco di Trento, Galleria Civica G. Segantini – Palazzo Panni, Salvo. La pratica del paesaggio
Valdagno, Galleria Civica d’Arte Moderna, Salvo – Tino Stefanoni. Partita doppia

2007
Torino, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Salvo
Venezia, Bugno Art Gallery, Salvo
Chiari, Galleria d’Arte L’Incontro, Vedere un quadro come un quadro
Milano, Galleria Dep Art, Salvo – opere scelte 1986-2007
Lecco, Museo Civico Torre Viscontea, Questo treno ferma a Tucumcari

2006
Genova, Marco Canepa, Salvo
Trento, Studio d’Arte Raffaelli, Salvo - Pelmo il trono di Dio
Reykjavik, Galleria The Corridor, Salvo
Genova, Biale Cerruti Art Gallery, Salvo – Opere recenti
Varese, Duet Gallery, Viaggio in Islanda. Helgi Fridjónsson

2005
Milano, Zonca & Zonca arte contemporanea, 67/77 Boetti-Salvo
Venezia, Galleria Bugno, Salvo
Venezia, Centro Internazionale della Grafica di Venezia, Premio “Do Forni” XX Edizione

2004
Ulm, Kunstverein Ulm, Salvo-Das Paradies ist jetzt
Torino, Mazzoleni Arte Moderna, Salvo - opere 1974-2004

2003
Milano, Galleria Zonca & Zonca, Salvo-Perché il pesciolino rideva
Trevi, Trevi Flash Art Museum, Salvo
Torino, Giampiero Biasutti Arte Moderna e Contemporanea, Cucina crudele
Courmayeur, Marco Canepa Gallery, Salvo – Lodola

2002
Chiari, Galleria d’Arte L’Incontro, Salvo - I luoghi della preghiera e della memoria
Bergamo, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Gabriele Basilico e Salvo-Paesaggio contemporaneo. Dialoghi fra fotografia e pittura
Cortina d’Ampezzo, Galleria Civica Palazzo delle Poste, Salvo - Montagna incantata

2001
Milano, Galleria Toselli, Salvo
Roma, Galleria Giovanni di Summa, Salvo

2000
Forte dei Marmi, Gianpaolo Beccherini Arte Contemporanea, Salvo
S. Benedetto del Tronto, Palazzina Azzurra, Salvo
Chiesa Nuova di Treia, Villa Valcampana, Salvo
Trento, Studio d’Arte Raffaelli, Salvo landscapes

1999
Milano, Galleria S. Fedele, Salvo, Stefanoni
Venezia, Galleria L’occhio, Opere su carta
Caraglio, ex-convento dei Cappuccini, Salvo
Berlino, Galerie Dirty Window, Salvo
Roma, Galleria Pio Monti, 1999 - 2000

1998
Bologna, Galleria d’Arte Moderna, Villa delle Rose, Salvo
Santa Cruz de Tenerife, Galerìa Leyendecker, Salvo-Ontani
Trento, Studio d’arte Raffaelli, Salvo, Still Life
Torino, Galleria Nuova Gissi, Salvo
Roma, Galleria Giovanni Summa, Salvo

1997
Casole d’Elsa, Pinacoteca Civica, Arte all’arte
Torino, Galleria Alter
Firenze, Galleria Santo Ficara, Viaggi dipinti
Colonia, Galerie Buchmann, Salvo. Opere recenti

1996
Milano, Spazio Mercedes-Benz Italia, Salvo
Milano, Centro Arte, Salvo. Sogni a occhi aperti
Santa Cruz de Tenerife, Galerìa Leyendecker

1995
Stoccarda, Galerie Kaess-Weiss
Torino, Galleria In Arco, Salvo,

1994
Stoccarda, Galerie Kaess-Waess
Berlino, Galerie Edda Biermann
Milano, Ciocca-Raffaelli Arte Contemporanea
Bologna, stand Galleria Giovanni Di Summa, Roma, Arte Fiera 94, Salvo. Opere scelte
Roma, Galleria Giovanni Di Summa, Dipinti recenti 1990 - 1993
Radda in Chianti, Castello di Volpaia, Salvo. Il paese delle meraviglie
Stoccarda, Galerie der Stadt Stuttgart, Salvo

1993
Monaco, Wassermann Galerie, Salvo: new works
Colonia, Wassermann Galerie, Salvo-Paintings
Bologna, stand Galleria Santo Ficara, Firenze, Arte Fiera 93, La virtù del mestiere
Milano, Studio d’Arte Cannaviello, Salvo. Luoghi della memoria

1992
Santa Cruz de Tenerife, Galerìa Leyendecker
Legnano, Proposte d’Arte, Salvo. Opere scelte
Milano, Galleria Toselli
Roma, Galleria Consorti
Stoccarda, Galerie Kaess-Weiss
Brescia, Galleria d’Arte Contemporanea Alberto Valerio, Salvo. Opere dal 1981 al 1991
Verona, Galleria dello Scudo, Salvo. Archeologie del futuro

1991
Torino, Galleria In Arco, Salvo. interni con funzioni straordinarie
Firenze, Galleria Santo Ficara, Salvo. Ottomania

1990
Roma, Associazione Culturale Monti
Milano, Galleria Bixio2, Salvo. Opere 1971 – 1990

1989
Colonia, Galerie Paul Maenz
Trento, Studio d’Arte Raffaelli, Salvo 1979-1985
Berna, Galerie Erika + Otto Friedrich, Salvo. Werke 1972 – 1988
Cagli, Galleria Bellosguardo
Milano, Galleria d’Arte Maestri Incisori
Torino, Galleria Matteo Remolino
Verona, Galleria Cinquetti

1988
Rotterdam, Museum Boymans-van Beuningen, Salvo. Schilderijenl - Paintings 1975-1987
Brescia, Galleria Minini, Salvo. Notturni
Nimes, Musée d’art contemporain, Salvo. Peinturesl - Paintings 1975-1987
Friburgo, Kunstverein Freiburg
Torino, Galleria In Arco, Salvo - Sironi
Stoccarda, Galerie Kaess-Weiss

1987
Colonia, Galerie Paul Maenz
Roma, Galleria La Nuova Pesa
Laupheim, Kunstverein Laupheim-Schranne
Amsterdam, Art & Project
Anversa, Galerie 121
Milano, Rotonda di via Besana

1986
New York, Barbara Gladstone Gallery, New Paintings
Genova, Galleria Chisel, Salvo. Orchestrazione totale
Milano, Galleria del Milione
Brescia, Galleria La Nuova Città
Santa Cruz de Tenerife, Galleria Leyendecker

1985
Roma, Galleria dell’Oca
Torino, Galleria Marco Noire, Salvo. Disegni
Santa Cruz de Tenerife, Galerìa Leyendecker
Genova, Galleria La Bertesca Due

1984
Genova, Agenzia di Consulenza Artistica Masnata e/o la Bertesca, Salvo. Opere recenti
Torino, Galleria Eva Menzio, Le cose stanno così e così
Venezia, Galleria Luce
Milano, Galleria Toselli
Colonia, Galerie Paul Maenz, Salvo. Gemalde und Zeichnungen

1983
Lucerna, Kunstmuseum Luzern, Salvo. Bilder 1973-1982
Colonia, Galerie Paul Maenz, Salvo. Stilleben & neue Bilder
Lione, Le Nouveau Musèe, Salvo. Bilder 1973-1982

1982
Gand, Museum van Hedendaagse Kunst, Salvo, Werken van 1969 tot 1982
Roma, Galleria Monti

1981
Amsterdam, Art & Project
Bagnolo Mella, Palazzo Avogadro Spada, Salvo. Sala della battaglia
Torino, Galleria Eva Menzio e Elena Pron, Salvo. Miraggi sistematici
Colonia, Galerie Paul Maenz, Salvo. Miraggi sistematici

1980
Torino, Galleria Eva Menzio e Elena Pron, Ercole in cammino
Colonia, Galleria Paul Maenz
Milano, Galleria Massimo Minini, Salvo. Sei nature morte
Milano, Galleria Pero

1979
Milano, Galleria Françoise Lambert

1978
Colonia, Galerie Paul Maenz
Torino, Galleria Christian Stein, Capricci (le rovine)

1977
Essen, Museum Folkwang
Mannheim, Mannheimer Kunstverein
Roma, Galleria Sperone

1976
Milano, Galleria François Lambert
Bologna, Galleria di Palazzo Galvani

1975
Brescia, Galleria Banco, Salvo, variazioni sul tricolore 1971-1973
Monaco di Baviera, Galerie Area
Colonia, Galerie Paul Maenz

1974
Bruxelles, Galerie Paul Maenz
Rotterdam, Galerie ‘T Venster
Colonia, Galerie Paul Maenz
Milano, Galleria Toselli

1973
Roma, Galleria Sperone – Fischer
New York, John Weber Gallery
Colonia, Galerie Paul Maenz
Milano, Galleria Toselli

1972
Amsterdam, Art & Project, Salvo
Colonia, Galerie Paul Maenz
Bari, Galleria Marilena Bonomo

1971
Parigi, Galerie Yvon Lambert
Colonia, Galerie Paul Maenz

1970
Torino, Galleria Sperone
Brescia, Galleria Acme
Milano, Galleria Françoise Lambert

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