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MARIO NIGRO Le strutture dell'esistenza

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MARIO NIGRO

Le strutture dell'esistenza
1 aprile | 10 giugno 2017

   
In occasione del centenario della nascita, la galleria Dep Art dedica a Mario Nigro (Pistoia, 1917 – Livorno, 1992) “Le strutture dell’esistenza”, un’ampia mostra con dipinti su tela e opere su carta a cura di Federico Sardella.
Dep Art avvia nel 2006 la sua attività proprio con un’esposizione di Mario Nigro voluta dal gallerista Antonio Addamiano e, nella sua nuova sede di via Comelico - confermando l’interesse e la passione per il suo lavoro - dopo 11 anni dalla prima rassegna a lui dedicata, presenta una serie di opere appartenenti a differenti periodi.
Concentrando l’attenzione sui dipinti nei quali l’artista mette in atto una sorta di codificazione della struttura, la mostra pone in dialogo un gruppo di opere degli anni Cinquanta e Sessanta, caratterizzate da fitte aggregazioni reticolari che tendono alla saturazione della superfice, che diventa così tassello di qualcosa di ampliabile, poste in dialogo con lavori degli anni Settanta, nei quali si concretizzano gli studi sulla linea, protagonista indiscussa delle strutture di Nigro.
Artista fra i più importanti della sua generazione e figura cardine nell’arte italiana, Mario Nigro si è sempre distinto per la sua poetica rigorosa e per la costante ricerca pittorica basata sul colore retta da strutture in divenire, in grado di evolversi sino alla saturazione totale dello spazio dell’opera così come capaci di sfaldarsi, arrivando ad una riduzione minimale e drastica degli elementi che le caratterizzano. La mostra presenterà così dipinti con strutture reticolari, complesse e fortemente vibratili in dialogo con opere essenziali, apparentemente semplici, caratterizzate da spazi meditati e silenzi calibrati, confermando che Nigro non si è mai posto il problema di come riempire o impiegare lo spazio della tela e che tutto il suo procedere resta in bilico fra ricerca del progetto e libertà d’azione, fra caos e ordine, fra strutture che si nutrono dell’esistenza ed esistenza stessa.
 “Mi pare che in conclusione mi posso considerare veramente un pittore, nel senso più classico e più essenziale del termine, perché l’obiettivo, reso sempre con maggiore evidenza nel progredire, o comunque nell’evolversi delle mie ricerche, è quello di valorizzare l’elemento fondamentale della pittura, cioè il cromatismo, di liberarlo da tutto quel bagaglio di cultura e di pregiudizi che ne ostacolano l’individuazione poetica e di dargli quel valore di aderenza alla psiche umana per cui la sua essenzialità alienante non è altro che il riflesso dell’esigenza dell’alienazione dell’amore, cosicché si può parlare di ‘metafisica del colore’ ” scrive Nigro nel 1975 a proposito del suo lavoro.La mostra è accompagnata da un volume bilingue (italiano / inglese) realizzato da Dep Art, a cura di Federico Sardella, contenente un testo del curatore, un ampio studio critico di Giovanni Maria Accame, tutte le riproduzioni delle opere esposte, arricchite da una selezione di immagini di repertorio e da apparati bio-bibliografici.
Commemorating the centenary of the birth of Mario Nigro (Pistoia 1917 - Livorno 1992), Dep Art gallery is hosting an important exhibition of paintings on canvas and works on paper curated by Federico Sardella.
Dep Art opened in 2006 with an exhibition of the works by Mario Nigro, thanks to the initiative on the part of Antonio Addamiano. Now in the new gallery seat found in Via Comelico 40 in Milan, confirming the interest and passion for this artist's work, after 11 years from this first exhibition the gallery is now presenting a series of works by the artist that belong to different periods of his career.
By concentrating its attention on the paintings in which Mario Nigro carried out a sort of codification of the structure, the exhibition proposes a 'dialogue' of a group of works of the 1950s and 1960s characterized by dense reticular aggregations that tend to saturate the surface which in this way becomes the tessera of something more expandable, placed in a dialogue with works of the 1970s in which the studies treating the line become concrete, the undisputed protagonist of Nigro's structures.
From among the most important artists of his generation and a fundamental protagonist of Italian art, Nigro has always stood out due to his rigorous poetic and constant pictorial research based upon colour and supported by constantly developing structures capable of evolving to the point of the total saturation of the work's space, in the same way capable of disgregation in such a way as to arrive at a minimal and drastic reduction of the work's same characteristic elements. In this sense the exhibition presents paintings that have reticulate structures, complex and forcefully vibratile that engage in a dialogue with essential works, apparently simple, denoted by meditated spaces and calibrated silences, confirming that Nigro never posed the problem of how to fill or employ the space of the canvas and that his entire work procedure remained in a precarious equilibrium between project research and freedom of action, between chaos and order, between structures nurtured by existence and the very fact of existence itself.
As Nigro wrote in 1975 regarding his work: "It appears to me, in conclusion, that I can really consider myself a painter, in the most classical and most essential sense of the term. This is because the objective, rendered increasingly more evident in the progression or in the evolution of my research works, is the valorizing of the fundamental element of painting, that of chromatism, of freeing it from all of that accumulation of culture and prejudices which hinder its poetic individuation, giving it that value of connection to the human psyche for which its alienating essentiality is only the reflection of the demand for the alienation of love so that one can speak of "metaphysics of colour".
The exhibition is accompanied by a bilingual volume (Italian-English) published by Dep Art and edited by Federico Sardella. It contains a text by the curator and an extensive critical study by Giovanni Maria Accame, the reproductions of all of the works on exhibit, a selection of archival images and updated bio-bibliographical documentation.
Titolo             Mario Nigro. Le strutture dell’esistenza
Sede Dep Art | Via Comelico 40, 20135 Milano
Date 1 aprile - 10 giugno 2017
Opening venerdì 31 marzo, ore 19
Orari martedì - sabato, 10.30 - 19.00
Catalogo bilingue italiano/inglese, con testo di Federico Sardella
Title              Mario Nigro. The Structures of Existence
Venue Dep Art | Via Comelico 40, 20135 Milan
Dates 1 April - 10 June 2017
Opening Friday 31 March 2017
Times Tuesday - Saturday, 10.30 am - 7.00 pm
Catalogue bilingual Italian/English, with texts by Federico Sardella