
Stefano Arienti
Opening domenica 2 agosto 2026
Dalle ore 19.00 alle 21.30
A cura di Carmelo Cipriani
Dep Art Out è lieta di presentare Europa Libera, il nuovo intervento site-specific di Stefano Arienti, concepito appositamente per il trullo di Ceglie Messapica, a cura di Carmelo Cipriani.
Da oltre trent’anni Stefano Arienti sviluppa una ricerca che mette in relazione immagine, materia e territorio, attraverso gesti essenziali di raccolta, trasformazione e ricomposizione. La sua pratica si fonda sulla capacità di rivelare il potenziale poetico di materiali ordinari e di elementi naturali, facendo emergere connessioni inattese tra esperienza e rappresentazione. Carte geografiche, paesaggi, fenomeni naturali, memorie dei luoghi e immagini della cultura visiva vengono continuamente reinterpretati, dando origine a opere in cui non solo il risultato visivo ma lo stesso processo di costruzione diventa uno strumento collettivo di confronto e conoscenza.
Per Dep Art Out, Arienti realizza una monumentale mappa politica dell'Europa utilizzando esclusivamente materiali raccolti nel terreno circostante il trullo. Pietre e altri elementi naturali vengono ricomposti in un grande disegno percorribile dal pubblico, trasformando il suolo in un’immagine. L’opera è pensata come uno spazio da attraversare fisicamente, nel quale il visitatore entra letteralmente all'interno della geografia europea. Il disegno colloca simbolicamente la Puglia al centro della composizione, facendo coincidere il trullo con uno dei punti nevralgici della carta. Il luogo che ospita l’intervento diventa il fulcro stesso della rappresentazione, suggerendo un ribaltamento della prospettiva geografica: l’Europa è ripensata a partire da un luogo concreto, periferico solo in apparenza, storicamente affacciato sul Mediterraneo e naturalmente proiettato verso Oriente.
«L’intervento - sostiene il curatore Carmelo Cipriani - s’inserisce in una linea di ricerca che attraversa da anni il lavoro dell’artista: la costruzione di immagini complesse mediante l'accumulazione di elementi naturali o di recupero, capaci di conservare la propria identità pur contribuendo a una figura o struttura di valenza collettiva. Ne è un esempio Gocce, installazione site specific realizzata nel Museo Nazionale di San Marino, in cui Arienti ha delineato la geografia d’Europa attraverso una moltitudine di vasetti di vetro. A Ceglie Messapica questa ricerca in cui il materiale non è mai un semplice mezzo espressivo, ma determina il significato stesso dell’immagine, trova una declinazione inedita. La pietra sostituisce il vetro, introducendo una dimensione geologica e storica profondamente radicata nel paesaggio pugliese. Sono le stesse pietre che, raccolte nei campi nel corso dei secoli, hanno dato forma ai muri a secco, ai terrazzamenti e ai trulli, trasformando un materiale naturale in un elemento identitario del territorio. La mappa dell’Europa nasce così dalla stessa materia che costruisce il paesaggio locale, mettendo in relazione la scala continentale con quella più intima e quotidiana della campagna murgiana. L’unico elemento cromatico adottato è l’azzurro, identificativo di mare e cielo, ma anche della bandiera europea. È una presenza minima ma decisiva, capace di unire la dimensione naturale del paesaggio con quella simbolica e istituzionale della costruzione europea. Il colore diventa così un segno di appartenenza, ma anche un invito a riflettere sul significato stesso dell’idea di Europa».
L’opera ha una connotazione apertamente politica. La carta geografica non viene utilizzata per affermare la stabilità dei confini, ma per interrogare il ruolo dell’Unione Europea nel presente. Arienti propone un’immagine del continente come spazio condiviso, fondato sulla responsabilità collettiva più che sull’appartenenza nazionale. L’intervento richiama il valore delle istituzioni sovranazionali come strumenti di cooperazione, di pace e di mediazione tra i popoli, contrapponendo la costruzione di una comunità politica solidale alla logica degli imperi e delle opposizioni geopolitiche. Più che disegnare una carta geografica, Stefano Arienti costruisce una geografia della materia, nella quale il paesaggio di Ceglie Messapica diventa il punto da cui ripensare l’Europa, la sua identità e il suo futuro.
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Stefano Arienti (Asola, Mantova, 1961) vive e lavora a Milano. Nel 1986 si laurea in Scienze Agrarie con una tesi di virologia. Partecipa alla prima mostra collettiva nel 1985 alla ex fabbrica Brown Boveri, dove incontra Corrado Levi, il suo primo maestro. Ha frequentato l’ambiente artistico italiano, assieme ad altri giovani artisti, nel momento di rinnovamento successivo alle stagioni dominate dall’Arte Povera e dalla Transavanguardia. La sua ricerca affonda le radici nel gesto manuale e nella sperimentazione tecnica. Collage, piegatura, cancellatura o incisione diventano strumenti di trasformazione al pari delle tecniche tradizionali come la pittura o la scultura. Il suo lavoro si nutre di immagini tratte tanto dalla storia dell’arte quanto dalla cultura popolare, sottoposte a processi di manipolazione e riscrittura.
Ha tenuto una lunga serie di mostre personali in musei e istituzioni d’arte italiane e straniere, fra cui il MAXXI di Roma, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, le Fondazioni Querini Stampalia e Bevilacqua La Masa di Venezia, il Palazzo Ducale di Mantova, la Galleria Civica di Modena, il Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova, i Chiostri di Sant’Eustorgio a Milano e la Galleria Nazionale di San Marino. Negli Stati Uniti: ArtPace San Antonio, Texas e Isabella Stewart Gardner Museum, Boston. Ha altresì partecipato a numerose mostre collettive in Italia ed all’estero, fra cui le Biennali di Venezia, Istanbul e Gwanjiu. Ha viaggiato soprattutto in Europa, Nord America e Asia, partecipando anche a programmi di residenza per artisti negli Stati Uniti, a San Francisco, Boston e San Antonio, in India, a Nuova Delhi e in Francia, a Clisson. Ha insegnato all’Accademia di Belle Arti “Giacomo Carrara” di Bergamo e all’Università IUAV di Venezia.
Dep Art OUT
MF22+MG Ceglie Messapica, Provincia di Brindisi
Contrada Marangi - Ulmo
+39 388 8550083
Stefano Arienti
www.stefanoarienti.it
L'evento è patrocinato dell'Assessorato alla Cultura della Città di Ceglie Messapica.
Stefano Arienti
Opening Sunday 2 August 2026
From 7.00 to 9.30 pm
Curated by Carmelo Cipriani
Dep Art Out is pleased to present Europa Libera (Free Europe), a new site-specific intervention by Stefano Arienti, conceived especially for the trullo in Ceglie Messapica and curated by Carmelo Cipriani.
For more than thirty years, Stefano Arienti has developed an artistic practice that explores the relationship between image, material, and place through essential gestures of collecting, transforming, and recomposing. His work is grounded in the ability to reveal the poetic potential of ordinary materials and natural elements, bringing to light unexpected connections between experience and representation. Maps, landscapes, natural phenomena, the memory of places, and images drawn from visual culture are continually reinterpreted, giving rise to works in which not only the final visual outcome but the very process of construction becomes a collective tool for dialogue and understanding.
For Dep Art Out, Arienti has created a monumental political map of Europe using exclusively materials gathered from the land surrounding the trullo. Stones and other natural elements are assembled into a large-scale drawing that visitors can walk through, transforming the ground itself into an image. The work is conceived as a space to be physically experienced, inviting visitors to step literally into the geography of Europe. Symbolically, the drawing places Apulia at the center of the composition, positioning the trullo at one of the map's pivotal points. The site hosting the intervention thus becomes the very focal point of the representation, suggesting a reversal of conventional geographical perspectives: Europe is reimagined from the standpoint of a concrete place, only apparently peripheral, yet historically overlooking the Mediterranean and naturally oriented towards the East.
"The intervention," curator Carmelo Cipriani observes, "belongs to a line of research that has long informed the artist's practice: the construction of complex images through the accumulation of natural or reclaimed materials, each retaining its own identity while contributing to a collective form or structure. A significant example is Gocce (Drops), a site-specific installation created for the National Museum of San Marino, in which Arienti outlined the geography of Europe through a multitude of glass jars. In Ceglie Messapica, this research—where material is never merely an expressive medium but determines the very meaning of the image—finds an entirely new expression. Stone replaces glass, introducing a geological and historical dimension deeply rooted in the Apulian landscape. These are the very stones that, gathered from the fields over the centuries, gave shape to dry-stone walls, terraces, and trulli, transforming a natural material into a defining element of the region's identity. The map of Europe thus emerges from the same material that constructs the local landscape, establishing a dialogue between the continental scale and the more intimate, everyday dimension of the Murge countryside. The only chromatic element employed is blue, evoking the sea and the sky, while also recalling the European flag. It is a minimal yet decisive presence, capable of uniting the natural dimensions of the landscape with the symbolic and institutional dimensions of the European project. Colour thus becomes both a sign of belonging and an invitation to reflect upon the very meaning of the idea of Europe."
The work carries an explicitly political dimension. The geographical map is not employed to assert the permanence of borders, but rather to question the role of the European Union in the present day. Arienti proposes an image of the continent as a shared space, founded on collective responsibility rather than national identity. The intervention highlights the importance of supranational institutions as instruments of cooperation, peace, and mediation among peoples, opposing the construction of a supportive political community to the logic of empires and geopolitical antagonisms. Rather than simply drawing a map, Stefano Arienti constructs a geography of matter, in which the landscape of Ceglie Messapica becomes the point from which to rethink Europe, its identity, and its future.
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Stefano Arienti (Asola, Mantua, 1961) lives and works in Milan. He graduated in Agricultural Sciences in 1986 with a thesis in virology. In 1985 he took part in his first group exhibition at the former Brown Boveri factory, where he met Corrado Levi, who became his first mentor. Arienti was part of the generation of young Italian artists that emerged during the period of renewal following the seasons dominated by Arte Povera and the Transavanguardia. His artistic research is rooted in manual gesture and technical experimentation. Collage, folding, erasure, and engraving become transformative tools alongside traditional media such as painting and sculpture. His work draws upon images from both art history and popular culture, which are subjected to processes of manipulation and reinterpretation.
Arienti has presented numerous solo exhibitions at major museums and art institutions in Italy and abroad, including MAXXI in Rome, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in Turin, Fondazione Querini Stampalia and Fondazione Bevilacqua La Masa in Venice, Palazzo Ducale in Mantua, Galleria Civica di Modena, Villa Croce Museum of Contemporary Art in Genoa, the Chiostri di Sant'Eustorgio in Milan, and the National Gallery of San Marino. In the United States, he has exhibited at ArtPace in San Antonio, Texas, and the Isabella Stewart Gardner Museum in Boston. He has also participated in numerous group exhibitions in Italy and internationally, including the Venice, Istanbul, and Gwangju Biennales. Throughout his career he has travelled extensively across Europe, North America, and Asia, taking part in artist residency programmes in the United States (San Francisco, Boston, and San Antonio), India (New Delhi), and France (Clisson). He has taught at the Accademia di Belle Arti "Giacomo Carrara" in Bergamo and at IUAV University of Venice.
Ha insegnato all’Accademia di Belle Arti “Giacomo Carrara” di Bergamo e all’Università IUAV di Venezia.
Dep Art OUT
MF22+MG Ceglie Messapica, Provincia di Brindisi
Contrada Marangi - Ulmo
+39 388 8550083
Stefano Arienti
www.stefanoarienti.it
The event is sponsored by the Department of Culture of the City of Ceglie Messapica.